La libreria, luogo affollatissimo da libri già sfogliati, letti, vissuti, sgualciti, talvolta divorati, pagina dopo pagina, parola dopo parola. Diversamente portati con se per così tanto tempo, da aver dato forma alla borsa. Libri accatastati, storie vissute da tempo immemorabile, cancellate, vaghi ricordi o indelebili nella nostra mente.
Libri impilati nell'attesa di essere vissuti, consumati. Sogni, avventure, magie di tempi passati, brutture e tristezze del presente. Letture e parole, storie d'amore, viaggi nel tempo, nei luoghi, fra le culture più varie.
Uomini, donne, anziani, bambini, gioia e amore, forti emozioni ... tutto ciò nella nostra libreria, scaffali e scaffali dei nostri desideri. Viaggio fra gli scaffali di Solaika, per condividere con chiunque lo voglia, commenti, opinioni, pensieri, letture e parole.


Solaika
La lettura del momento "Il signore delle pianure" di Javier Yanes

"Mio nonno mi raccontava le storie dell'Africa..." Curro Mencià aveva dieci anni quando ascoltava rapito i racconti del vecchio Hamish, pieni di vegetazione esotica e di esploratori di cieli sconfinati e di savane ... Africa, Spagna, natura e amore, questo il cocktail che mi sta gustando in questo periodo ... Solaika
Letture, pensieri e parole fra gli scaffali

3 dicembre 2011

L'ombra del vento - Carlos Ruiz Zafòn

Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all'oblio. Qui Daniel entra in possesso del libro "maledetto" che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell'anima oscura della città. Un romanzo in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano sul presente del giovane protagonista, in una Barcellona dalla duplice identità: quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del Modernismo e quella cupa del dopoguerra.

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